Un erbario digitale delle droghe vegetali protagoniste delle nostre preparazioni: storia, principi attivi e utilizzi cosmetici.
Ogni scheda descrive la pianta, la parte usata, i principi attivi e gli impieghi cosmetici. Clicca su una pianta per aprire la scheda.
Le illustrazioni botaniche di questa pagina sono le stesse che ritrovate anche sulle confezioni dei nostri prodotti, nascono da un'osservazione profonda e diretta della pianta, e spesso raccolgono ed elaborano particolari già documentati in erbari di epoche precedenti. Sono tratte da "Flora von Deutschland, Österreich und der Schweiz" di Otto Wilhelm Thomé (1885), una delle più belle e accurate flore illustrate dell'Ottocento europeo, oggi di pubblico dominio, digitalizzata e resa disponibile grazie al sito biolib.de. Un ringraziamento sincero a chi, con questo lavoro di conservazione, permette ancora oggi di ammirare la precisione e la bellezza del disegno botanico scientifico d'epoca. Vuole essere anche il nostro, un piccolo contributo alla divulgazione di una conoscenza che continua a crescere.
Alloro — Laurus nobilis L.
Laurus nobilis L.
Parte usata: Foglie e frutti
Il nome del genere ha origini incerte; è proposta la derivazione dal celtico laur, verde, altri dal latino laudo, poiché la pianta era usata per intrecciare corone e ornamenti celebrativi. Noto fin dall'antichità, i Greci lo consacrarono ad Apollo. L'aroma sottile e penetrante richiamava le capacità profetiche di questo dio e delle sue sacerdotesse. D'alloro erano le corone sul capo degli imperatori Romani, dei poeti e dei letterati; da sempre è simbolo del sapere (si pensi al termine laurea). È l'ingrediente principale del sapone di Aleppo esportato in tutto il bacino Mediterraneo. È un albero sempreverde, predilige terreni freschi ma soleggiati e fertili. Tollera il freddo purché non prolungato. Si trova fino agli 800 metri di altitudine. Sono riconosciute con studi registrati proprietà antinfiammatorie per uso topico.
Oli essenziali: cineolo, alfa-pinene, beta-pinene, linalolo, sabinene, eugenolo. Acidi grassi: acido laurico, acido miristico, acido palmitico. Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, catechina. Tannini, Alcaloidi, Lattoni sesquiterpenici. Vitamine C e A.
Betulla — Betula pendula Roth
Betula pendula Roth
Parte usata: Foglie, gemme e corteccia
Albero spontaneo di media altezza, diffuso nell'emisfero settentrionale. Appartiene alla famiglia delle Betulacee insieme all'Ontano, il Carpino e il Nocciolo. Predilige suoli poveri e pendii soleggiati. È una pianta pioniera: negli incendi di Yellowstone vaste pinete colpite sono state terreno per nuove foreste di betulle. La chioma leggera, con giovani rami pendenti, di foglie decidue e il colore bianco della corteccia conferiscono alla betulla un'immagine caratteristica. Le specie di Betula presentano diverse proprietà farmacologiche note dall'antichità, confermate da recenti studi scientifici. Estratti da foglie e cortecce rivelano una complessità di molecole di rilevanza terapeutica. I flavonoidi sembrano responsabili dell'azione diuretica, drenante e detossificante della betulla.
Flavonoidi: quercetina, iperoside e proantocianidine. Olio essenziale, Tannini, Acido ascorbico, Betulinolo, Acido betulinico, Saponine.
Calendula — Calendula officinalis L.
Calendula officinalis L.
Parte usata: Capolini
Calendula, dal latino Calendae, il primo giorno del mese, forse perché fiorisce ogni mese quasi tutto l'anno, anche d'inverno. Veniva chiamata Solsequium, cioè che segue il sole, perché i fiori si aprono al sorgere del sole e si chiudono al calare dello stesso e sono sempre rivolti verso di esso. La calendula è la pianta cosmetica per eccellenza. I suoi capolini sono ricchi in carotenoidi, flavonoidi, acidi triterpenici e saponine. Ha spiccate proprietà emollienti, cicatrizzanti, lenitive e antiossidanti. Ideale per pelli secche, screpolate, arrossate o con dermatiti. Ingrediente immancabile in creme per neonati, dopobarba e prodotti per pelli sensibili. Sono riconosciute con studi registrati proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, cicatrizzanti e stimolanti per la produzione di collagene.
Flavonoidi: quercetina, isoramnetina, kaempferolo, rutina. Triterpeni: calenduladiol, faradiol, arnidiol, acido oleanolico. Carotenoidi: luteina, zeaxantina, beta-carotene. Oli essenziali: alfa-cadinol, delta-cadineno, gamma-terpinene. Acidi fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido vanillico.
Camomilla — Matricaria chamomilla L.
Matricaria chamomilla L.
Parte usata: Capolini (fiori)
La camomilla è una delle piante officinali più conosciute al mondo. I suoi capolini sono ricchi in alfa-bisabololo, azulene, flavonoidi (apigenina) e mucillagini. Ha proprietà antinfiammatorie, calmanti, antispasmodiche e cicatrizzanti. In cosmetica viene usata in creme lenitive, lozioni per pelli sensibili, shampoo per capelli chiari e idrolati. La sua storia si perde nell'antichità: gli Egizi la dedicavano al sole e la usavano per curare le febbri. Ancora oggi è una delle piante più studiate e utilizzate in fitoterapia e cosmetica naturale.
Alfa-bisabololo, Camazulene (azulene), Flavonoidi: apigenina, luteolina. Mucillagini, Cumarine, Polifenoli, Olio essenziale.
Elicriso — Helichrysum italicum (Roth) G.Don
Helichrysum italicum (Roth) G.Don
Parte usata: Sommità fiorite
Il nome del genere deriva dal greco "hélios", sole e "khrysòs", oro. Un tempo veniva bruciato negli interni per purificare l'aria. Veniva utilizzato dai Romani per adornare le statue degli dei ed era legato al culto del Sole e al simbolo di eternità. In mitologia, Elicrisa è la ninfa che gli diede il nome, poiché fu la prima a coglierlo. Secondo la leggenda, la pianta d'elicriso nasce da una bellissima ninfa dai capelli dorati, la quale, innamorata non corrisposta di un Dio, alla sua morte fu trasformata in elicriso dagli dei pietosi. Cresce in pieno sole e tollera terreni aridi, resiste al vento e alla siccità, per questo è una pianta pioniera nelle aree costiere. Sono riconosciute con studi registrati proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, contro allergie e bronchiti.
Nerolo, linalolo, Neral, Geraniale, Acetato di nerile, gamma-curcumene, beta-dichetone italicum, Arzanol, Acido caffeico, Acido clorogenico, Apigenina, Luteolina, Kaempferolo, Quercetina, Tannini, Triterpeni (acido ursolico, acido oleanolico), Steroli, Floroglucinoli, Cumarine, Monoterpeni (alfa-pinene, limonene), Sesquiterpeni, Flavonoidi glicosilati, Polifenoli.
Gelsomino — Jasminum officinale L.
Jasminum officinale L.
Parte usata: Fiori
Il gelsomino è una delle piante più preziose in profumeria e cosmetica. I suoi fiori producono un assoluto di straordinaria complessità aromatica. La raccolta avviene rigorosamente a mano, di notte, quando la concentrazione dei principi aromatici è massima. Per produrre un chilo di assoluto di gelsomino servono circa 8 milioni di fiori. In cosmetica ha proprietà emollienti, idratanti e leggermente antisettiche. Viene usato in creme per pelli mature e secche, profumi naturali e sieri viso rigeneranti. È considerato l'oro della profumeria naturale.
Acetato di benzile, Linalolo, Benzil benzoato, Fitoolo, Indolo, Giasmone, Eugenolo, Nerol, Geraniol, Farnesol.
Edera — Hedera helix L.
Hedera helix L.
Parte usata: Foglie
L'edera è una pianta rampicante sempreverde dalle proprietà cosmetiche molto interessanti. Il nome del genere Hedera ha probabilmente radici indoeuropee legate alla coesione e all'aderenza. Nota fin dall'antichità per le proprietà depurative e drenanti, l'edera è stata utilizzata nella medicina tradizionale per contrastare l'inestetismo della cellulite e per stimolare il drenaggio linfatico. Le foglie contengono saponine, flavonoidi e acidi triterpenici che conferiscono proprietà tonificanti, rassodanti e antiedema. È ampiamente utilizzata negli oli corpo anticellulite e nei trattamenti di contorno occhi per la capacità di ridurre il gonfiore. Cresce vigorosamente su qualsiasi supporto e tollera bene l'ombra, anche se predilige zone luminose. Sono riconosciute con studi registrati proprietà drenanti, tonificanti e di supporto alla circolazione periferica.
Saponine, Flavonoidi: quercetina, kaempferolo. Triterpeni: acido oleanolico, acido ursulico. Acidi fenolici: acido clorogenico, acido caffeico. Polifenoli, Carotenoidi, Tannini, Tracce di olio essenziale.
Lavanda — Lavandula angustifolia Mill.
Lavandula angustifolia Mill.
Parte usata: Sommità fiorite
Il nome del genere deriva probabilmente dal latino lavare, poiché Greci e Romani profumavano l'acqua dei bagni con i suoi fiori essiccati. Nel Medioevo i monaci la coltivavano negli orti dei monasteri per le sue proprietà calmanti e antisettiche, e ancora oggi la Provenza ne è la patria d'elezione, con le celebri distese violacee che fioriscono in piena estate. È un piccolo arbusto sempreverde, resistente alla siccità, che predilige terreni calcarei e ben drenati, dal livello del mare fino a 1500 metri di altitudine. Le sue sommità fiorite, ricche di linalolo e acetato di linalile, sono tra le più versatili e meglio tollerate in cosmesi naturale: calmano, riequilibrano e favoriscono la cicatrizzazione di piccole irritazioni cutanee. Sono riconosciute con studi registrati proprietà rilassanti e di supporto al sonno.
Olio essenziale: linalolo, acetato di linalile, cineolo e canfora in tracce. Tannini, Flavonoidi, Cumarine, Acido rosmarinico, Fitosteroli.
Melissa — Melissa officinalis L.
Melissa officinalis L.
Parte usata: Foglie e sommità fiorite
Il nome "Melissa" ha origine greca, μÎλισσα, e ha radice nel termine "méli" (μÎλι) che significa miele. Nella mitologia Melissa era una ninfa a cui Rea affidò il giovane Zeus, e le fu attribuita la scoperta dell'arte dell'apicoltura. Le foglie strofinate hanno una caratteristica essenza di limone. Ippocrate la consigliava per problemi digestivi, nella medicina araba era utilizzata per allontanare inquietudine e migliorare l'umore. I monaci carmelitani producevano l'acqua di melissa, un estratto alcolico utilizzato come rimedio per diversi disturbi. Ha proprietà registrate di efficacia contro l'insonnia. Il componente citronellale mostra attività di repellente contro gli insetti.
Olio essenziale: citrale e geraniale (40-70%), citronellale. Acidi fenolici: acido rosmarinico, acido clorogenico. Flavonoidi, Triterpeni, Tannini, Steroli, Alcoli terpenici (linalolo), Cumarine (umbelliferone).
Menta — Mentha × piperita L.
Mentha × piperita L.
Parte usata: Foglie e sommità fiorite
Il nome del genere deriva dal greco "mínthe", legato al mito di Minthe, ninfa amata da Ade e trasformata in pianta da Persefone per gelosia: da lei, secondo Ovidio, prese origine il profumo intenso e pungente della menta. Coltivata e apprezzata fin dall'antichità da Egizi, Greci e Romani come aroma e rimedio digestivo, la Mentha × piperita è in realtà un ibrido spontaneo tra menta acquatica e menta verde, oggi coltivato in tutto il mondo per l'olio essenziale. Predilige terreni freschi e umidi, si propaga rapidamente per rizomi. Il mentolo, suo principio caratterizzante, attiva i recettori del freddo (TRPM8) donando la tipica sensazione rinfrescante, ed è alla base di numerosi studi su proprietà digestive, antispasmodiche e decongestionanti delle vie respiratorie. Sono riconosciute con studi registrati proprietà antisettiche e analgesiche per uso topico.
Olio essenziale: mentolo (30-55%), mentone, mentofurano, acetato di mentile, 1,8-cineolo, limonene. Flavonoidi: eriocitrina, luteolina. Acidi fenolici: acido rosmarinico. Carotenoidi, Tannini.
Ortica — Urtica dioica L.
Urtica dioica L.
Parte usata: Foglie e radici
Il nome del genere Urtica deriva dal latino urere, che significa "bruciare", in chiaro riferimento ai peli urticanti che ricoprono la pianta e che, rompendosi al tatto, rilasciano un fluido irritante. L'epiteto specifico dioica indica che la specie porta i fiori maschili e femminili su piante separate. Nota fin dall'antichità, Dioscoride e Galeno ne lodavano le proprietà rinvigorenti e depurative. Nella tradizione rurale e nei testi alchemici medievali, l'ortica era considerata una pianta cardine sia per le sue virtù tessili sia per il suo eccezionale valore fito-nutritivo. Oggi rigorosi studi scientifici ne confermano l'efficacia nell'uso topico per il trattamento del cuoio capelluto, dove agisce come coadiuvante contro la caduta dei capelli, regolando la produzione di sebo e purificando i bulbi piliferi.
Flavonoidi: quercetina, isoramnetina, kaempferolo, rutina, isoquercitrina. Acidi fenolici: acido rosmarinico, acido caffeico, acido clorogenico. Fluido urticante: istamina, acetilcolina, serotonina, acido formico. Fitosteroli: beta-sitosterolo. Clorofilla, Carotenoidi, Sali minerali (silicio, ferro, calcio, potassio), Vitamine C, B, K1.
Rosmarino — Salvia rosmarinus Spenn.
Salvia rosmarinus Spenn.
Parte usata: Foglie e rametti giovani
Il rosmarino è una delle piante aromatiche più iconiche del bacino mediterraneo. È tonificante, antiossidante e stimolante della circolazione. Contiene acido rosmarinico e carnosolo, tra i più potenti antiossidanti naturali conosciuti. In cosmetica capelli è uno degli ingredienti più studiati per la prevenzione della caduta: stimola i follicoli piliferi e migliora la microcircolazione del cuoio capelluto. Il suo olio essenziale è usato in prodotti capillari, toniche e oli da massaggio per gambe pesanti. Recenti studi lo hanno confrontato favorevolmente con il minoxidil nella prevenzione dell'alopecia androgenetica.
Acido rosmarinico, Carnosolo, Acido carnosinico, Olio essenziale: canfora, 1,8-cineolo, alfa-pinene, canfene. Flavonoidi: luteolina, apigenina. Diterpeni fenolici, Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico.
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